Domenica 10 Ottobre.

Passeggiando a Sambuca di Sicilia:
terra di artisti e antiche tradizioni.


La città, situata nell'entroterra sud-occidentale della Sicilia ai margini della valle del Belìce e ai piedi di Monte Genuardo, vanta origini antichissime: dagli Elimi ai giorni nostri, passando per splendori punici e musulmani.
La città è uno scrigno di bellezze: la zona archeologica di Monte Adranone, il lago Arancio, un teatro cittadino e tanto altro. Il borgo, che diede i natali ad importanti esponenti della storia dell'arte isolana e nazionale come Fra Felice da Sambuca, Gianbecchina e Sylvie Clavel artista “tessile” parigina, fu fondato dall'emiro Al Zabuth dopo lo sbarco arabo nell'isola nel 827: testimonianza viva di questo passaggio sono i vicoli saraceni ed una fortezza (Mazzalakkar).
Visiteremo l'ex Monastero di S. Caterina sede dell'antiquarium, delle stanze di Fra Felice, e delle opere della Clavel.
A seguire la chiesa di S. Caterina, il museo etno antropologico, la pinacoteca Gianbecchina e il teatro cittadino “l'Idea”, costruito nella metà dell'800 contemporaneamente ai più noti Massimo e Politeama, ha la forma classica con volta a cupola schiacciata, tre ordini di palchi, platea ed un ampio palcoscenico.

Programma della passeggiata

Raduno dei partecipanti alle ore 8.00 in piazza John Lennon (ex piazzale Giotto) a Palermo.
Partenza con mezzi propri in direzione Sambuca di Sicilia. Arrivo in centro e passeggiata che partirà dal quartiere saraceno. A seguire ristoro (antipasti, primo e dolce) presso Azienda Agricola e casearia Massaria Ruvettu, che aderisce al consorzio di tutela “Vastedda della Valle del Belìce”: l'unico formaggio ovino a pasta filante con riconoscimento DOP .
Nel pomeriggio passeggiata sulle pendici di Monte Adranone, il più alto insediamento punico del Mediterraneo.

Rientro in città nel tardo pomeriggio

Quota di partecipazione: €20.

La quota comprende: pranzo, accompagnatore e storico dell'arte.

Il contributo alle spese di trasporto per chi usufruisce di passaggio in auto è di € 7.

Si consiglia abbigliamento comodo e scarpe da ginnastica

E' necessario comunicare la propria partecipazione

Per info e prenotazioni: Giuseppe Gullo 329.3870651





Domenica 19 Settembre.

Passeggiando a Chiusa Sclafani.

In occasione della sagra della “Ranza e Sciura” l’associazione cultuale Sentieri Sostenibili
organizza una giornata a Chiusa Sclafani.



Posto al margine sud-occidentale dei "Monti Sicani", nella regione del corleonese, il territorio di Chiusa si estende nello spartiacque tra la valle del fiume Belìce e quella del fiume Sosio. La sua storia come la storia di tutti i feudi è in gran parte legata a quella delle famiglie nobili che nei secoli ne acquisirono il possesso o attraverso matrimoni o per investitura regia.
Fondata nel 1320, per opera del conte Matteo Sclafani, il borgo conserva l'impronta dell'impianto urbano medievale. Le sue chiese e i suoi palazzi custodiscono ancora oggi opere d’arte degne di nota realizzate da rinomati artisti: Giacomo Serpotta, Andrea Carreca, Ruzzolone.

La Ranza e Sciura è un prodotto da forno simile ad una pizza soffice e a più strati, realizzata esclusivamente a Chiusa Sclafani (PA). D’origine araba, il suo nome deriva dagli ingredienti con cui veniva preparata: la “ranza” è il cruschello e la “sciura” il fiore di farina. Realizzata solitamente in tre strati si presenta arricchita di olio extravergine d’oliva, maggiorana, cipolla, sarde salate e formaggio.

Programma

Raduno dei partecipanti alle ore 8.00 a piazza John Lennon (ex piazzale Giotto) a Palermo.
Partenza con mezzi propri per Chiusa Sclafani. Arrivo in piazza Castello e passeggiata per le vie del borgo che con i suoi sette secoli di storia conserva monumenti e manufatti artistici di grande pregio.
A seguire, trasferimento nella vicina “Casa della vita contadina”: tra attrezzi da lavoro,
arredi domestici e un ristoro preparato alla maniera di una volta, ci accosteremo ad un mondo
contadino ormai lontano.
Nel pomeriggio stand espositivi e degustazioni in piazza.

Quota di partecipazione: € 22

La quota comprende: pranzo, storico dell'arte.

Il contributo alle spese di trasporto, per chi usufruisce di passaggio in auto è di €7.

E' necessario comunicare la propria partecipazione


Informazioni: Giuseppe Gullo 329.3870651







L'Associazione Sentieri Sostenibili con la Cooperativa Artemisia
Domenica 5 settembre 2010

Gole di Tiberio e paese di Pollina
Il fiume Pollina ha scavato profondamente nelle successioni sedimentarie di argille e arenarie del neozoico, formando un'ampia valle sul versante settentrionale dell'appennino siculo. Questa discontinuità è indicata come confine geomorfologico tra Nebrodi e Madonie. Spostandosi poco più a sud, nel territorio di Gangi, l'impluvio del Pollina assume il nome di Torrente Calabrò, e il suo più grosso affluente da sudovest si chiama Torrente Rainò. Qui la separazione fisica si stempera in un morbido e articolato segmento di appennino tra le Balze di Pezzalunga e il Passo Malopassetu, con quote intorno ai m900 slm. Il paese di Pollina è sorto ai confini delle Madonie, al vertice di un rilievo arenaceo alto m763 slm, isolato su tre lati da profonde valli e a nord dal mare... F. Maurolico, astronomo e matematico
Programma
Partenza con auto proprie da Palermo alle ore 8.00 da Piazza J. Lennon a Palermo per Case Marcatagliastro. Da qui discesa al letto e alle Gole del Pollina, in questo tratto il fiume si inforra tagliando un blocco di compatti calcari grigi mesozoici.
Intorno alle 13.00 spostamento all'abitato di Pollina e pranzo in trattoria (antipasti, primo, e dolce).
Nel pomeriggio passeggiata guidata a piedi per il centro storico, tra stretti e tortuosi vicoli, con visita della chiesa di S. Giuliano e della chiesa Madre (Ss. Giovanni e Paolo) dove sono custodite opere attribuite ad Antonello Gagini: “Madonna delle Grazie” e “Natività di Gesù”.
La passeggiata prosegue con la visita della Torre Maurolico e dei ruderi del castello da cui tra il 1548 e il 1550 il matematico e astronomo Francesco Maurolico, ospite di Giovanni Ventimiglia, poté compiere alcune osservazioni astronomiche.
Ulteriore punto di interesse è il panoramico e suggestivo Teatro di Pietrarosa.

Rientro a Palermo previsto per le 20.00.

Quota di partecipazione: €29.

La quota comprende: pranzo, guida naturalistica e
storico dell'arte.

Il contributo alle spese di trasporto, per chi usufruisce di passaggio in auto è di €7.

E' necessario comunicare la propria adesione.
Informazioni: Giuseppe Gullo 3293870651,
Giuseppe Ippolito 3403380245








L'Associazione Sentieri Sostenibili e la Cooperativa Artemisia propongono per


Domenica 22 agosto 2010





Passeggiando a Racalmuto paese di grotte, chiese e antiche zolfare.

Sciascia e la pittura di Pietro D’Asaro



Programma della passeggiata


Raduno dei partecipanti alle ore 8.00 in piazza John Lennon (ex piazzale Giotto). Partenza con mezzi propri per Racalmuto. Arrivo in piazza Barona e incontro con i volontari della Pro-Loco che ci accompagneranno per una visita guidata della cittadina. Ci soffermeremo sul castello chiaramontano, la chiesa dell’Annunziata (chiesa Madre), il santuario di Maria SS. del Monte che custodisce opere di Pietro D’Asaro, il Teatro Regina Margherita e la fondazione Sciascia.

La passeggiata si svilupperà all’interno del centro abitato e sarà facilmente raggiungibile a piedi.

Intorno alle ore 12.30: ristoro di prodotti tipici e pasticceria locale.

Rientro in città nel tardo pomeriggio.



Quota di partecipazione: euro 18.


La quota comprende:

- Guida esperto storico-artistico;

- Accompagnatore, mediatore culturale;

- Ristoro a base di prodotti tipici locali.


E' necessario comunicare la propria partecipazione





Informazioni: Giuseppe Gullo 329.3870651, Giuseppe Ippolito 3403380245

L'Associazione Sentieri Sostenibili con la Cooperativa Artemisia

Domenica 1 agosto 2010
Petralia Sottana e Piano Farina
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Raduno dei partecipanti alle ore 8.00 in piazza John Lennon (ex piazzale Giotto).
Partenza con mezzi propri per Petralia Sottana e visita guidata della cittadina. Il borgo, di aspetto medievale, conserva, fra stradine tortuose, scale e portici in pietra, chiese e monasteri imponenti. Nel Duomo sono custodite opere d’arte poco note, tra cui un candelabro arabo dell’XI secolo e altre argenterie neoclassiche. Splendido gioiello barocco è la Chiesa di S. Francesco, mentre all’interno della cinquecentesca Chiesa della Badia è custodito il monumentale pulpito in marmo policromo del Gagini.
Verso le ore 13.00 trasferimento presso la vicina Azienda Agricola “Il Pagliaio”, in contrada Piano di Farina, ristoro a base di prodotti madoniti: antipasti, un primo cucinato alla maniera di una volta e il dolce.
A seguire facile passeggiata a contenuto naturalistico nel Querceto intorno al Piano di Farina ad una quota di circa m1350 con vista sulla suggestiva Gola del torrente Canna.
Nel tardo pomeriggio rientro.

Quota di partecipzione: € 24.

La quota comprende: pranzo rustico, guida naturalistica e storico dell'arte.


E' necessario comunicare la propria partecipazione.

Informazioni: Giuseppe Gullo 329.3870651, Giuseppe Ippolito 3403380245



Scheda storico-artistica di Petralia Sottana
Chi vive in città, tra impegni, automobili, e ritmi frenetici, finisce inesorabilmente per allontanarsi e magari dimenticare cosa voglia dire immergersi e vivere uno spazio tra il cielo e la terra dove l'unico collettore è la montagna.
Chi si lascia alle spalle il mare inerpicandosi su un poderoso massiccio a più di 1000 metri dove trova uno dei comuni madoniti all'improvviso se ne ricorda.
E' proprio qui, fatta eccezione per l'Etna, che si trovano le cime più alte dell'Isola.

Nei primi del '900 il letterato Borgese definì Petralia "la Parigi delle Madonie" perchè disponeva di un numero elevato di servizi.
Infatti nel 1908 era il secondo comune in Italia ad avere l'elettrificazione, sia pubblica che per usi privati, grazie alla centrale idro-elettrica.
Come per la maggior parte dei piccoli comuni siciliani anche Petralia deve il suo "splendore" alle importanti famiglie che per investitura regia o per eredità si avvicendarono alla guida del borgo: i Ventimiglia, gli Aragona, i Moncada.

Oggi sede del Parco delle Madonie, Petralia Sottana vanta origine antichissime e per questo intrisa di storia e cultura.
La grotta del Vecchiuzzo testimonia il suo esistere già nel 3000 a.C: manufatti in ceramica ed argilla testimoniano la presenza dell'uomo.

Difficile risulta seguire il suo lungo percorso.
Non precisata è la presenza dei Greci che "occuparono" l'intera isola nell' VIII sec a.C. Più certa è la presenza dei romani, è noto che al loro arrivo gli abitanti dell'allora Lilium Petrae (Giglio di pietra) preferirono trattare anzichè affrontarli, questo diede alla piccola comunità l'inclusione fra le città amiche. Tra le città decumane che godevano di trattamenti diversi nel versamento di contributi e sostegni all'erario romano vi era la cittadina.
A parte la testimonianza di Cicerone (verrine) del 72 a.C, che parla di una sua venuta in Sicilia e di una sosta a Petra impegnato nella ricerca della documentazione dei soprusi del precursore Verre, resti romani si trovano nella c.da Muratore: resti di un Torcularium (palmento per pigiare l'uva).
Oscuro il periodo che va dalla caduta dell'impero alla dominazione araba.
Nella parentesi musulmana Petralia, mutata in Batarliah la sappiamo dotata di una moschea e forse sede di un emirato.
La conquista dei Normanni nel 1062 travolse i già fragili ordinamenti arabi, con loro si apre il lunghissimo periodo feudale che si protrarrà sino al 1812.
Notizie certe sull'esistenza delle due petralie si hanno nel 1258 quando Manfredi figlio di Federico II conferisce l'investitura della contea di Collesano a Enrico di Ventimiglia, qui, per la prima volta, le due petralie appaiono distinte: Petra inferior e superior in origine quasi certamente un'unica comunità.
Il centro storico ha una tipica struttura medievale: stradine tortuose, scale e portici in pietra, chiese e monasteri imponenti. Divisa in 5 quartieri, che ancora oggi sopravvivono tra i sottotitoli dei nomi delle vie, ognuno di essi ha una propria impronta urbanistico-architettonica:
1: Pusterna - demarca l'area intorno al castello
2: Carmine - quello situato più in alto, il quartiere degli artigiani
3: S. Salvatore - vicino al Carmine oggi disabitato
4: Provvidenza - posto sotto la chiesa Madre, con i suoi vicoli strettissimi era il quartiere medievale contadino,
5: Casale.
I suoi edifici religiosi più importanti conservano opere degne di nota dove l'artista quasi sempre si connota come di ampio respiro, figlio di stili pittorici "all'avanguardia" e legato al territorio perchè presente in numerosi cantieri siciliani specie fra il 1600 e il 1800.
Opere dello Zoppo di Gangi, dei Gagini, del Novelli arricchiscono un patrimonio architettonico notevole.

La Chiesa Madre: (duomo della città) più volte rimaneggiata ed ampliata è dedicata all'Assunta. La struttura realizzata tra il 1633 e il 1671 rispecchia la cultura architettonica medievale con sagome semplici e rigorose. Tre navate a croce latina che si innestano su un precedente impianto, di esso resta l'elegante portale laterale tardo gotico di derivazione chiaramontesca; al suo interno opere di G.ppe Salerno, frate umile da Petralia, Giorgio da Milano.

Chiesa della Trinità alla Badia, annessa al già convento di clausura delle Domenicane. Al suo interno è custodito un grande polittico marmoreo di Gian Domenico Gagini alto 10 metri con 23 bassorilievi raffiguranti la vita di Cristo.

La chiesa di San Francesco: sorta insieme all'annesso convento (oggi sede del Museo Civico) nel 1400. L'attuale configurazione risale al 1600 e conserva tele dello Zoppo di Gangi e della scuola del Novelli.


Il suo stemma è il Giglio di Roccia, ricollegabile alla denominazione originaria del borgo, sormontato da una corona.





Escursione organizzata da Coop. Artemisia e dall'Associazione Sentieri Sostenibili

Programma
Domenica 18 luglio raduno dei partecipanti alle ore 7.30 a piazza John
Lennon (ex piazzale Giotto), partenza con mezzi propri per Castelvetrano,
Diga Delia, Lago Trinità, passeggiata lungo le sponde. Visita guidata
della chiesa normanna della SS. Trinità di Delia. Trasfermento a
Granitola Torretta per un pranzo rustico (non portare pranzo al sacco),
passeggiata digestiva nei ditorni ad osservare le torri e le cave di
calcarenite. Bagno pomeridiano alla Spiaggia di Capo Granitola.
Equipaggiamento: Scarpe comode, indumenti leggeri, cappello e occhiali da
sole, costume da bagno.


Informazioni e comunicazione di partecipazione:

Giuseppe Ippolito 3403380245

Giuseppe Gullo 3293870651